BiblioCAI

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Presentazione e aggiornamento dei dati presenti sul vecchio sito

costruito da Diego Stivella, a cui si rimanda per la cronistoria e attività in attesa trovare uno spazio sul costruendo sito del CAI centrale.

Il vecchio sito  è ancora molto utile per la consultazione degli indici delle riviste sezionali

Il coordinamento delle biblioteche sezionali ha come obiettivo la valorizzazione e la divulgazione del patrimonio documentario sulla montagna e favorisce la gestione delle biblioteche supportando i volontari per uniformare la catalogazione, le tecniche di conservazione e di digitalizzazione.

Dal 2000 a oggi si sono svolti 19 convegni, 15 seminari e 12 corsi di formazione ai quali hanno partecipato circa 130 sezioni, con una presenza media di 30 soci per incontro. Nel corso degli anni si sono avvicendati gruppi di lavoro dedicati alla conservazione degli archivi sezionali, agli indici delle riviste e al censimento della stampa periodica sezionale presentato a Trento nel 2007 nella mostra Il CAI fa notizia, con relativo catalogo.

Il database costruito da Diego Stivella quando lavorare in rete era ancora complesso e costoso, è stato uno strumento prezioso utilizzato da decine di sezioni sino al 2014 quando si è realizzato il Catalogo unico dei beni culturali del CAI gestito con Clavis NG della Comperio e messo a disposizione gratuitamente dal Museomontagna alle biblioteche CAI.

Dal 2011 il gruppo è coordinato da Maria Giovanna Canzanella socia della Sezione di Napoli e bibliotecaria professionista.

 Presentazione realizzata da M.G. Canzanella per "Cime a Milano" 11 dicembre 2017

Attualmente il gruppo di lavoro è impegnato nella formazione dei nuovi catalogatori e nella revisione del catalogo, con l’allineamento delle descrizioni duplicate e la correzione delle liste di autorità per soggetti e autori. Il catalogo collettivo facilita il lavoro dei volontari che possono localizzare i propri esemplari su notizie già inserite dalla BN CAI o catturate da SBN e da altri importanti cataloghi. L'OPAC contribuisce a valorizzare il lavoro poco visibile dei soci che curano le biblioteche, rendendole fruibili anche oltre l'ambito associativo. Il superamento della dimensione locale richiede l’adeguamento a uno standard internazionale, quindi maggiore competenza e dedizione.

L’utilizzo di un solo catalogo permette di quantificare i dati immessi grazie all’impegno dei volontari sezionali. A metà 2017 sono 70 le biblioteche sezionali che utilizzano Clavis, sia pure con livelli diversi di frequenza e impegno. Le unità bibliografiche sono circa 70.000 e rappresentano oltre 10.000 ore di lavoro trascorse a inserire i dati di ogni copia, ossia numero di inventario e collocazione, disponibilità per il prestito, eventuali particolarità come dediche, note a margine o rilegature particolari, oltre al tempo dei bibliotecari professionisti dedicato alle correzioni e allineamenti. Per valutare pienamente il valore del volontariato nelle biblioteche sezionali occorre considerare anche il tempo dedicato alle ricerche per gli utenti, agli acquisti e scambi, ai servizi di riproduzione e prestito.

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